TEST MTBCULT – 3 mesi con SuperOp e inizi a migliorare sui pedali

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Imparare a conoscersi più a fondo è una delle chiavi per migliorare le proprie prestazioni in bici. La bicicletta e la Mtb in particolare ci espongono a stress psico-fisici non indifferenti che raggiungono livelli molto elevati in chi lo fa con finalità agonistiche, ma in generale la Mtb ha un impatto significativo sul nostro metabolismo.
In maniera positiva, ma anche in maniera negativa, e con le due facce della medaglia ci si confronta tutte le volte che terminiamo un’uscita.
La grande mole di informazioni di cui possiamo disporre dopo un allenamento è senz’altro una risorsa, a patto di saper interpretare i dati e di saperli relazionare alle sensazioni percepite in bici.

Cosa non facile e soprattutto non immediata.
I più attenti alle prestazioni, infatti, si chiedono spesso: quanto è stato proficuo questo allenamento?
Oppure: quanto seguire alla lettera una tabella di allenamento apporta giovamenti?
E quando invece conviene ascoltare le proprie gambe-sensazioni?
Per rispondere a queste domande servono esperienza, il supporto di un preparatore oppure, ed è questo l’argomento dell’articolo, il supporto di SuperOp.

Cos’è SuperOp?
La spiegazione tecnica di questo dispositivo la trovate nell’articolo di presentazione che abbiamo pubblicato qualche mese fa e fu proprio quell’articolo a destare in noi una certa curiosità.
Funziona davvero SuperOp?

Bastano davvero le misure quotidiane di battito e pressione sanguigna per capire come stai e quanto stai progredendo?
No, perché dietro al rilevamento dei dati (tramite uno sfigmomanometro wireless), infatti, c’è il software di SuperOp, ideato proprio per dare agli sportivi un’interpretazione chiara della loro condizione fisica quotidiana.
Cioè SuperOp non ti dice quanti km devi fare o quante ripetute fare, ma ti dice quanto puoi spingere sui pedali, basandosi sul tuo potenziale quotidiano.
Spieghiamoci meglio…

14 giorni per conoscerti
Per capirne di più abbiamo chiesto di avere due dispositivi SuperOp disponibili per un test che è durato oltre 3 mesi.
Uno è stato usato dal sottoscritto (40 anni) e un altro è stato usato da Stefano Chiri (27 anni).

Due corporature diverse, due metodi di allenamento differenti e due stili di vita differenti.
Il metodo utilizzato da SuperOp per conoscere questi due sportivi, però, è stato il medesimo: le prime 14 misure di battito cardiaco e pressione sanguigna al mattino servono al software di SuperOp per conoscere il proprio metabolismo.

 

In pratica appena svegliati, posizionando lo sfigmomanometro sul polso (il sinistro nel nostro caso) abbiamo rilevato i dati di pressione sanguigna e battito cardiaco.
Lo strumento, tramite l’interfaccia Bluetooth, le ha inviate all’app SuperOp installata sullo smartphone la quale, dopo aver elaborato i dati, ci ha indicato l’indicazione del nostro stato di stress metabolico e l’intensità dell’eventuale allenamento da svolgere.
Le misure vanno fatte tutti i giorni al risveglio, proprio appena aperto gli occhi, seguendo i consigli forniti nel manuale d’uso.
L’impegno è far sì che la misura venga presa sempre nella medesima condizione, prima di alzarsi dal letto e prima di avviare definitivamente il proprio “motore”.
Dopo la 14ª misura, SuperOp inizia a dirti come stai e quale tipo di allenamento sostenere.

Il carico allenante di oggi è…
L’allenamento che SuperOp ti suggerisce di sostenere è basato su un punteggio, ottenuto da una semplice moltiplicazione:

CARICO ALLENANTE = Intensità x Quantità

Per capire come SuperOp definisca intensità e quantità, vi riportiamo quanto l’app SuperOp stessa dice a riguardo:

QUANTITA’
Ti chiediamo di valutare la Quantità del tuo allenamento di ieri in una scala da 1 (minima) a 5 (massima).
La Quantità fa rifermento a parametri quali: la distanza percorsa e/o durata dell’allenamento di ieri.
Può essere:
– la durata effettiva dell’allenamento (o di entrambi gli allenamenti, se ne hai effettuati due) senza considerare le pause;
– oppure, nel caso di discipline quali corsa, bici, nuoto, canoa, ecc., la distanza percorsa in totale.

Il punteggio massimo di 5 è equiparabile a:
– una durata/distanza di gara
– oppure alla massima durata/distanza che hai raggiunto in allenamento almeno una volta nell’arco degli ultimi 2 mesi.

INTENSITA’
Ti chiediamo di valutare in una scala da 1 (minima) a 5 (massima) l’Intensità del tuo allenamento di ieri.
L’Intensità fa riferimento a parametri quali: velocità, tempi, pulsazioni, sforzo percepito durante l’allenamento di ieri.
Dunque rispondi considerando:
– l’intensità media delle fasi attive del tuo allenamento (o di entrambi gli allenamenti, se ne effettui due nello stesso giorno), senza considerare le pause;
– oppure, nel caso di discipline che comportano il percorrere una distanza (corsa, bici, canoa, ecc.), la velocità media con cui hai percorso le fasi attive, senza quindi considerare le pause;
– oppure, nel caso tu usi un cardiofrequenzimetro, la frequenza cardiaca media delle fasi attive dell’allenamento, senza quindi considerare le pause.

Il punteggio massimo di 5 è equiparabile a:
– una intensità/velocità di gara;
– oppure alla massima intensità/velocità/frequenza che hai raggiunto in allenamento almeno una volta nell’arco degli ultimi 2 mesi.

Quanto sono in condizione oggi?
Ebbene, al mattino, dopo aver rilevato frequenza cardiaca e pressione sanguigna, l’app SuperOp chiede se ci si è allenati il giorno precedente, in quale fascia oraria e chiede appunto di valutare da 1 a 5 intensità e quantità dell’allenamento, secondo i criteri suddetti.
Quello che si ottiene è un’indicazione del carico ideale quotidiano basato sull’attività del giorno precedente e su come questa sia stata metabolizzata dal nostro organismo sulla scorta delle indicazioni ricavate da battito e pressione sanguigna.

OTTIMALE (bollino verde)
Punteggio non inferiore a 16
Fa sicuramente e inaspettatamente piacere vedere questa indicazione al mattino, anche se magari non si è in grado, quel giorno, di sfruttare l’occasione per un allenamento massimale.

Un allenamento massimale ha un punteggio di almeno 16 che può essere ottenuto combinando i vari modi intensità e quantità.
Il bollino verde è capitato di rado, come la norma prevede, ed è quindi un’occasione che chi ha ambizioni per un serio miglioramento deve saper sfruttare sapendolo prevedere.

DISCRETA (bollino giallo)
Punteggio di almeno 8 e non superiore di 15
In questo modo SuperOp suggerisce un allenamento medio.
Per quella che è stata la nostra esperienza d’uso, i bollini gialli al mattino sono i più frequenti e ci hanno permesso di fare allenamenti di vario tipo, sia in Mtb che su strada.

Le volte in cui siamo usciti dal punteggio massimo suggerito di 15 (arrivando una volta anche a 20) il giorno successivo ci è stato dato un bollino arancione.

SUFFICIENTE (bollino arancione)
Punteggio non superiore a 6
Anche se lo stress metabolico è elevato, se si rispetta il punteggio massimo di 6 è ancora possibile trarre del beneficio dall’allenamento.

Per la nostra esperienza i bollini arancioni sono derivati da un riposo non ottimale durante la notte (che ha condizionato di molto il recupero) oppure all’indomani di uscite più tirate e/o più lunghe rispetto a quanto suggerito.

INSUFFICIENTE (bollino rosso)
Punteggio non superiore a 2
Meglio non allenarsi proprio oppure farlo in maniera davvero blanda.
Lo stress metabolico è troppo alto.

La sensazione percepita è di grande stanchezza, sia fisica (mal di gambe) che psichica, molto vicina a quella di malessere fisico.
Il bollino rosso è capitato solo al sottoscritto e 3 volte in tutto, cioè ancor più di rado rispetto a quello verde, ed è sempre stato causato da un sonno di durata non adeguata (il ménage famigliare può essere impegnativo…).

 

Dentro l’app SuperOp sono registrate tutte le misurazioni effettuate e anche il punteggio che abbiamo assegnato alle varie uscite. Questo permette di capire come il nostro metabolismo reagisce a carichi di lavoro via via sempre più impegnativi.

La nostra esperienza con SuperOp

Primo dettaglio: bisogna riuscire a dargli fiducia.
Nonostante la semplicità (solo apparente) dell’app e le poche informazioni che richiede, SuperOp è riuscito a darci una migliore conoscenza delle nostre capacità atletiche, di come funziona il nostro motore, di quanto sonno ha bisogno per recuperare, di quanto lo stile di vita influisca sulle prestazioni in sella.

 

Tutte cose già note, ma mai (almeno nel nostro caso) realmente misurate e confrontate fra loro.
Il test di SuperOp quindi è stato piacevole ed è ancora utilizzato, perché è entrato a far parte delle nostre abitudini.

Dato che si tratta di un dispositivo piuttosto innovativo, il test non riporta una votazione finale, anche perché non abbiamo ancora avuto modo di confrontarlo con altri dispositivi in commercio (ammesso che ne esistano), ma per farvi capire com’è andato e come funziona davvero SuperOp abbiamo posto una serie di domande (basate sulla nostra esperienza) a Paolo Gambini, l’amministratore delegato di Wellness & Wireless, ossia la società che ha sviluppato SuperOp.
Vi lasciamo con la lettura di questa intervista e vi invitiamo a leggere le nostre conclusioni in fondo all’articolo.

– Perché l’app non tiene conto anche del sonno notturno? Chi utilizza già dispositivi che monitorano il sonno potrebbe fornire dei dati aggiuntivi a SuperOp per far sì che diventi più preciso nella valutazione del proprio stato di riposo-forma.
– Il dato sul sonno potrebbe dare (solo a quella frazione di clienti che lo misurino in modo sistematico) una informazione su quanta parte del tuo “stress metabolico” sia dovuta al sonno e quanta ad altri fattori (allenamento certamente, ma anche alimentazione e stress emotivo).
SuperOp NON ha bisogno di sapere nulla del tuo stile di vita per essere preciso. Solo gli serve poter studiare l’andamento dei tuoi parametri cardiovascolari nel tempo.
Infatti, la sua logica è quella di misurare l’omeostasi cardiocircolatoria del tuo organismo, ovvero la configurazione di valori di pressione SIS, DIA e di FC a cui il tuo organismo tende a tornare quando sta “bene” e non è disturbato. Così come abbiamo una omeostasi termica che ci fa stare a 36° o 35,5° a seconda dei soggetti, abbiamo anche una omeostasi cardiocircolatoria.

La nostra omeostasi è turbata da fattori esterni quali un carico di allenamento, ma anche un sonno disturbato, una cena a base di cotechino e barolo 😄 , lo stress emotivo o la malattia.
Una volta misurata la configurazione di omeostasi, l’algoritmo di SuperOp giorno per giorno misura quanto il tuo organismo sia lontano o vicino alla sua omeostasi.
Se è vicino allora significa che l’organismo ha completato i processi di recupero e supercompensazione (che avvengono prevalentemente durante il sonno).
Se invece i tuoi parametri sono lontani dalla omeostasi significa che il tuo organismo “sta ancora lavorando” per riparare un qualche tipo di stress/danno…
E dunque i processi di recupero sono ancora in corso e non sei pronto per un nuovo allenamento (pesante).

Se questo “stress metabolico” che tiene impegnato il tuo organismo sia dovuto all’allenamento, al sonno, alla dieta o a raffreddore, poco importa. La conclusione non cambia: il tuo organismo ha ancora bisogno di tempo per recuperare.
Poi ovviamente tocca a ognuno di noi, cioè all’utente in generale, “interpretare” la risposta di SuperOp alla luce del proprio stile di vita.
Se trovi un arancione o un rosso, dopo un allenamento leggero o un riposo, allora significa che qualcuno degli altri fattori di cui sopra, abbia rallentato il tuo processo di recupero.
E il sonno è solo uno dei fattori.
Lo stress, la dieta sono molto più difficili da misurare oggettivamente.

– Come fa SuperOp a tenere in considerazione uno stato di malattia? Nell’App per iPhone non abbiamo trovato il campo apposito.
– Proprio per quanto detto sopra, SuperOp “non sa” che sei ammalato.
SuperOp però rileva l’effetto della malattia sul tuo organismo.
Dunque vede che sei molto lontano dalla tua omeostasi e dunque misura uno stress metabolico alto (è il tuo sistema immunitario che lavora per spedire 300-400 gr di anticorpi a debellare l’infezione) e dunque ti dà un rosso.
L’utente invece sa che questo rosso è dovuto alla malattia e non all’allenamento del giorno prima.

– Se mi sveglio di soprassalto (sonno disturbato, rumori esterni o quant’altro) posso prendere comunque le misure di battito e pressione oppure queste risultano falsate? Noi le abbiamo comunque prese.
– Se l’orario di risveglio è molto diverso da quello solito (diciamo almeno 2 ore prima o dopo) allora meglio NON misurarsi.
Se l’orario di risveglio invece è circa quello solito, allora puoi restare a letto 4-5 minuti a sonnecchiare per lasciar tornare il tuo sistema alla sua “configurazione” pre-risveglio. Poi, se senti che ti sei calmato allora prendi la misura.
Viceversa salta pure: è meglio un buco nei dati piuttosto che un set di dati “sbagliato”.

– Ha senso ripetere più volte la misura al mattino? Se sì, quale misurazione conviene considerare?
– No. La misura è da ripetere ESCLUSIVAMENTE se ti rendi conto di essere stato svegliato di soprassalto o di aver indossato male lo sfigmo.
SuperOp fa già una “media” intelligente delle misure nel tempo. Utilizza una finestra mobile di 8 settimane di dati per dare una interpretazione, statisticamente molto precisa, sulla tua condizione di oggi.
L’algoritmo utilizza le variazioni nel tempo dei parametri misurati e dunque la cosa importante è che la misura venga presa sempre nelle stesse identiche condizioni.
L’unica condizione di misura identica a se stessa ogni giorno è il momento del risveglio. In questo momento i parametri cardiocircolatori riflettono bene ciò che il tuo organismo stava facendo prima del risveglio: stava recuperando.
Se ripeti le misure i risultati saranno imprecisi per 2 motivi:
– ogni volta che misuri la pressione, la costrizione del braccialetto sui vasi del polso altera la pressione che poi impiega 4-5 minuti per tornare al suo valore iniziale (un po’ come quando con un dito blocchi la fuoriuscita dell’acqua da un tubo…);
– dunque dovresti attendere almeno 4-5 minuti prima di prendere una seconda misura. Ma mentre attendi è probabile che il tuo organismo inizi ad attivarsi per la giornata e la tua mente inizi a pensare alle cose che devi fare, ai problemi da affrontare, al tizio con cui devi discutere e via decndo.
Il tuo sistema nervoso simpatico si attiva e i tuoi dati di FC e pressione si alterano per andare in modalità “combattimento” e nascondendo cosi le informazioni sui processi di recupero avvenuti nella notte.

– SuperOp è per tutti gli sportivi oppure è più consigliato per chi svolge un minimo di uscite settimanali?
– Funziona per chiunque abbia una vita attiva.
Però, diciamo che 3 allenamenti (anche in palestra, se abbastanza intensi) è un po’ la soglia ideale
Chi si allena meno di 3 volte alla settimana, tende in realtà a sovraccaricarsi a volte: ad esempio, mi “rovino” di chilometri il sabato e la domenica perché il resto della settimana non faccio nulla.
E magari il venerdì e il sabato sera mangio e bevo più del solito.
Dunque per questi sportivi, SuperOp sarebbe utile per imparare a sviluppare strategie di allenamento (e relative agli altri fattori) che gli permettano di allenarsi bene, senza farsi del male e magari migliorando in modo sistematico.

– L’alimentazione sbagliata fra un allenamento e l’altro come viene valutata o rilevata?
– Come per la malattia, SuperOp non sa cosa hai mangiato (o bevuto).
SuperOp rileva solamente gli effetti dell’alimentazione sul tuo organismo e te li segnala.
Sei tu, come utente, a sapere che hai mangiato X e bevuto Y e se vedi che questa alimentazione ti rallenta il recupero allora magari puoi decidere di mangiare in modo diverso prima di una gara o di un allenamento impegnativo.

– Allenamenti con ripetute: all’allenamento con ripetute abbiamo assegnato un valore di 5 (inteso come 5 di intensità e 1 di durata) oppure di 10 (5 di intensità e 2 di durata). E’ capitato che, ad esempio, il lunedì abbiamo fatto un’uscita con ripetute da 5, il martedì mattina SuperOp ha suggerito un’uscita leggera (ed è stata fatta) e il mercoledì mattina SuperOp ha suggerito un attività blanda o recupero mentre il nostro piano di allenamento prevedeva un’altra sessione di ripetute.
In questi casi conviene dare ascolto a SuperOp oppure al piano di allenamento?
– A SuperOp, perché “sa” come stai davvero oggi, mentre la tua tabella no.
La tua tabella è stata fatta per un utente “tipo” che però non ha i tuoi geni, non ha la tua storia sportiva, non fa il tuo lavoro, non dorme come dormi tu eccetera eccetera.
Un allenamento è proficuo (cioè determina una Supercompensazione, ovvero l’adattamento migliorativo del tuo organismi) solo se il suo carico è adeguato alla tua condizione mentre è inutile, se troppo leggero, o dannoso, se troppo pesante.
Dunque, così, a spanne, ci sono 2 possibilità su 3 che l’allenamento che fai “alla cieca”, cioè secondo tabella, sia o inutile o dannoso, E solo 1 allenamento su 3 aiuti le tue performance…..
Per questo motivo tanti atleti amatoriali (e non solo quelli) raggiungono un plateau di performance, abbastanza presto nella loro “carriera” e poi restano bloccati lì…
Ora, è chiaro che il “salto di fede” dal seguire le tabelle che abbiamo seguito per gli ultimi 30 anni a fare qualcosa di completamente nuovo è grande…
Dunque, proponiamo spesso un’adozione “non invasiva” di SuperOp: quello che suggeriamo di fare all’inizio per i nuovo tenti (e stiamo modificando l’app in questo senso) è questo:
– al mattino guarda la risposta di SuperOp;
– ignorala e fai l’allenamento secondo la tabella;
– a fine allenamento verifica se la condizione che hai percepito durante l’allenamento sia uguale o meno a quella prevista da SuperOp.
Dopo qualche giorno o settimana, quando ti rendi conto che SuperOp sistematicamente “legge” bene la tua condizione, prestargli ascolto diventerà naturale e non richiederà più un “salto di fede”.
Però la tabella non è da buttare!
Anzi, SuperOp ti permette di renderla molto più efficace, modulando in alto o in basso certe sedute o anticipandone o posticipandone altre per riflettere la reale ricettività del tuo organismo ad assimilare l’allenamento (cioè a trasformarlo in un miglioramento).
Per questo motivo collaboriamo con tanti preparatori che trovano in SuperOp la chiave per esprimere la propria competenza al meglio.

– In che modo e misura i fattori mentali (lo stress psicologico, ad esempio, o l’essere di cattivo umore) influiscono sulla misurazione di SuperOp?
– Stesse considerazioni già fatte per sonno, malattie e alimentazione.
SuperOp legge solo l’impatto che questi fattori hanno sul tuo organismo. Il cortisolo generato dallo stress emotivo ha degli effetti fisiologici:
1- ti mantiene in uno stato di allerta, pronto alla “fuga o alla lotta” e dunque fa consumare più energia ai muscoli e alza FC e pressione;
2 – segnala al corpo che c’è una minaccia incombente. Dunque i processi di recupero, inclusa l’attività del sistema immunitario, vengono rallentati perché il sistema è in “allarme”.
Dunque l’effetto dello stress è ben misurabile da SuperOp, anche se SuperOp non sa che è “stress”.

– Il carico massimale (cioè il bollino verde) ci è stato suggerito solo di rado: nel mio caso 5 volte in due mesi e mezzo, nel caso di Stefano una volta in due mesi.
Questo vuol dire che non godiamo di una buona condizione fisica oppure che il nostro stress metabolico è molto alto?
– All’inizio, entro le prime 8 settimane, è normale avere pochi verdi.
In genere i verdi a regime sono circa il 10-15% dei giorni max. e aumentano di numero su chi effettivamente utilizza SuperOp per modulare i carichi di lavoro, perché questa modulazione riduce i tempi di recupero  e dunque ottimizza i cicli di supercompensazione (da qui “Supercompensation Optimizer”), cioè ottimizza il miglioramento delle performance.
Il giallo con ricettività organica dal 70% in su è già una condizione “buona”.
Se Stefano non ha mai avuto verde può voler dire che qualcuno o tutti dei seguenti fattori sono in gioco:
– ha un metabolismo molto dinamico che SuperOp non è ancora riuscito a “mappare” con precisione (es. viaggi lunghi, cambi di quota, alimentazione molto diversa, orari di addormentamento e risveglio molto diversi eccetera). E in caso di “dubbio” SuperOp ti dà una risposta un po’ più conservativa di quello che potrebbe in realtà essere.
– si allena troppo (ricorda che “alla cieca” è probabile che 2 allenamenti su 3 non inducano affatto un miglioramento)
–  o che comunque il suo stile di vita non gli stia permettendo di recuperare abbastanza in fretta rispetto ai suoi allenamenti.
Infine, un chiarimento sulle definizioni.
Per “stress metabolico” intendiamo la misura di quanto l’organismo stia “lavorando” per ristabilire la sua omeostasi.
Piu alto è lo stress metabolico e più bassa sarà la Ricettività Organica (che ha una correlazione diretta con lo stress metabolico).
Invece lo “stress psico-fisico” non è un parametro misurato direttamente da SuperOp.
Lo “stress psico-fisico” ha un impatto sui parametri organici, che è ciò che SuperOp rileva.

– Quindi, se SuperOp mi dà un verde e quel giorno posso uscire in bici devo fare un carico massimale per avere dei benefici sul mio stato di forma?
– Sì, esatto.

– E se non riesco a uscire in bici quel giorno oppure non posso fare un carico massimale per ragioni di tempo?
– Se non lo fai non succede nulla di drammatico. Solo perdi l’opportunità di miglioramento che quel giorno il tuo organismo ti sta dando.

– Il mio sport è la bici, ma se un giorno, ad esempio, faccio una camminata è corretto indicarla a SuperOp come un allenamento (magari blando)?
– Sì. Il meccanismo del recupero è uno solo e dunque non importa se il carico di lavoro è stato somministrato da un giro in bici, una camminata o altro.

In conclusione…
Imparare a conoscere il proprio motore, a capire come si reagisce agli stimoli dell’allenamento, alle pressioni psico-fisiche della vita di tutti i giorni e a un riposo non ottimale è un fattore molto importante, sia per la propria vita ciclistica, sia per la qualità della vita di tutti i giorni.
SuperOp in questo riesce molto bene, a patto di dargli fiducia e essere costanti nelle misurazioni.
Le impressioni finali, quindi, sono positive, perché dopo un po’ di mesi di utilizzo si riesce a capire come stiamo prima ancora che SuperOp ce lo dica.
SuperOp a quel punto diventa una conferma nella maggior parte dei casi.
Rimane però una dose di imprevedibilità sul suggerimento di SuperOp.
Facciamo un esempio: se la mattina SuperOp ti dice che sei da bollino verde, ma non hai modo di programmare la giornata per fare un allenamento massimale, perdi un’occasione importante di miglioramento della forma.

Diciamo anche che dopo un uso assiduo di questo strumento un ciclista esperto riesce a prevedere il proprio stato di forma e il suggerimento quotidiano di SuperOp, ma è richiesta esperienza.
L’optimum a quel punto è far sì che in occasione di un evento sportivo il bollino sia verde, anche se molti atleti preferiscono non misurarsi la mattina della gara (leggete a riguardo l’esperienza di Maria Cristina Nisi, campionessa delle marathon) proprio per non avere un eventuale condizionamento negativo da parte di SuperOp.
Ma stiamo parlando di atleti e di ciclisti molto esperti.
La maggior parte di noi, però, deve fare i conti con la propria routine quotidiana, impegni e faccende che quasi mai vengono dopo l’allenamento in bici.

Quindi, SuperOp è utile per imparare a conoscersi meglio, per avere un riscontro oggettivo sul proprio grado di miglioramento della condizione fisica e ci aiuta anche a capire (e misurare) i benefici che uno stile di vita più sano ha sulle nostre prestazioni.
A prescindere da quali siano gli obiettivi agonistici che ci prefiggiamo.
Ultimo, ma non ultimo il prezzo: 199€, che includono lo sfigmomanometro Bluetooth e il codice di attivazione per l’App, non sono proprio pochi.
Il prezzo non lo fa lo sfigmomanometro, ma l’app SuperOp (e il relativo codice di attivazione) che è costata diversi anni di studi e sviluppo.
Il risultato è senz’altro interessante, a patto però di dare fiducia a questo dispositivo.
Le prestazioni possono migliorare, ma soprattutto si impara a conoscere meglio se stessi.

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TEST – 3 mesi con SuperOp e inizi a migliorare sui pedali

Veronika Piovesan

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