Stanchezza mentale nello sport: quanto influisce sull’allenamento?

Una delle domande più frequenti al supporto clienti è la seguente:  “La mia ricettività organica al mattino è buona, ma dopo il lavoro, quando vado ad allenarmi, mi sento stanco. E’ solo stanchezza mentale? Posso provare a spingere in allenamento?”

Una giornata lavorativa, fisicamente molto più pesante del solito, potrebbe effettivamente ridurre la mia ricettività organica e trasformare ad esempio un Verde al mattino in un Arancione alla sera, perché ho consumato molte più energie durante la giornata.

Invece se le mie giornate lavorative sono simili tra loro per livello di stress fisico, allora una ricettività organica alta, indica che a fine giornata lavorativa, anche se mi sento stanco, sono comunque più ricettivo all’allenamento rispetto a giornate in cui la risposta di SuperOp al mattino era più bassa.

In caso di giornate “normali” è assai probabile che il fattore psicologico pesi considerevolmente sulla percezione di “stanchezza”, quindi alla fine di una giornata lavorativa possiamo certamente sentirci stanchi ma è anche probabile che, allontanandoci da lavoro e iniziando l’allenamento, questa sensazione sparisca da sola; in questo caso siamo davanti alla “stanchezza mentale”.

La “stanchezza mentale” potrebbe anche non essere collegata al lavoro ed essere invece collegata agli allenamenti e alle gare. E’ piuttosto frequente che dopo un periodo di allenamenti intensi e dopo aver raggiunto, magari, qualche obiettivo importante della stagione (es. la partecipazione ad una certa gara) la motivazione si riduca per qualche tempo e la testa ci spinga a ”riprendere fiato” non solo dal punto di vista fisico ma anche da quello mentale.

Ma quanto pesa questa sensazione sulla prestazione?

La stanchezza mentale non va sottovalutata poiché ciascuno di noi infatti la vive in modi differenti: se per alcune persone la sensazione di stanchezza svanisce con l’allenamento, per altre può diventare motivo di scarsa concentrazione o distrazione che, in certe situazioni, non è desiderabile.

Un basso livello di concentrazione in bicicletta, durante un trail o in arrampicata, per fare esempi molto differenti tra loro, può portare ad errori tecnici banali che ci possono condurre ad un infortunio.

Quindi in che modo posso capire come affronto la stanchezza mentale?

L’unico modo per capire come la affrontiamo è metterci alla prova: la sostenibilità fisica di un allenamento è suggerita da SuperOp con la Ricettività Organica, che misura quanto siamo lontani dalla nostra omeostasi quel giorno (quanto alto è il nostro stress metabolico) e in buona sostanza ci dà un’indicazione di quello che siamo in grado di fare in allenamento da un punto di vista organico; la sostenibilità psicologica di un allenamento invece va valutata osservando sempre le sensazioni sia prima che durante l’allenamento.

Quando la stanchezza mentale è forte è importante darsi degli obiettivi concreti ma sostenibili, affrontando l’allenamento con strategie che ci permettano di gestirlo oppure di fermarci al momento giusto.

A maggior ragione se dovessimo sentire anche l’organismo poco collaborativo (perché la Ricettività Organica non è sinonimo di Prestazione!), quello è il segnale per ridurre l’intensità in corso d’opera oppure per accorciare la durata del nostro allenamento per quel giorno.

In conclusione, se ti senti stanco dopo una giornata lavorativa:

  • Programma il tuo allenamento in base alla risposta di SuperOp.
  • Scegli un allenamento che sia sostenibile anche in base alla tua condizione mentale.
  • Sii pronto, in corso d’opera, a modificare l’allenamento per intensità e durata.
  • Ascolta e rispetta sempre le sensazioni del tuo organismo.
  • Sperimenta i tuoi limiti in sicurezza.

Buoni allenamenti… con Intelligenza!

Veronika SuperOp

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