Sport e ciclo mestruale: Performance e Recupero

Nei post precedenti, il Dott. Zecchi ha affrontato il tema delle differenze di genere e della relazione tra condizione e ciclo mestruale nel caso di una specifica atleta. La conclusione di quest’ultimo argomento sarà davvero sorprendente! Buona lettura.

 

 

CONFRONTI:
La prima reazione a questa situazione è stata ovviamente quella di controllare che altre atlete avessero la medesima situazione. Ovviamente il responso è stato negativo:

Addirittura questa seconda atleta (ottima Master di livello nazionale) presentava un VERDE il giorno prima dell’inizio del flusso, con una buonissima RO nei primi 4-5 giorni, prima di crollare nella settimana successiva.
Interessante notare come ogni ragazza, ancora adesso, mostri un andamento diverso l’una dall’altra e non sempre ripetibile, seppur uno schema di massima sembra essere mantenuto.
Trattasi ovviamente di spunti e non di conclusioni definitive: servirebbero infiniti studi da laboratorio, analisi e confronti e probabilmente non si giungerebbe ad una soluzione univoca.
Basti pensare come esistano studi, in particolare nel nuoto, in grado di dare questi risultati, agli antipodi:
– studio 1: nelle nuotatrici i tempi migliori avvengono nella fase di flusso;
– studio 2: nelle nuotatrici i tempi migliori avvengono nella fase successiva al flusso;
– studio 3: differenza tempi non significativa tra le fasi.  (Fonte: Willmore, Costill)

IN CHIUSURA:
Vogliamo quindi dimostrare che le atlete siano più performanti in una fase piuttosto che in un’altra in maniera univoca tra esse? No, la risposta non può essere questa.
La soluzione è di osservare ogni singola atleta e la reazione di ognuna non solo ai carichi allenanti, ma al normale andamento fisiologico femminile, in modo da sfruttare al meglio i giorni ad elevata ricettività e di ricavare la migliore strategia per capire come allenarsi nei giorni a bassa ricettività.
Prima di chiudere però, spero non vi sia sfuggito il punto ad inizio articolo riguardante le differenze di genere, in particolar modo nell’accezione: le donne hanno una maggior capacità di recupero rispetto all’uomo ed una miglior capacità di resistenza alla fatica.

Nell’ambito di un piano di allenamento al femminile ecco che: comprendere come la donna dal punto di vista metabolico sia molto difficile “da esaurire”, in grado di recuperare velocemente e di rigenerarsi, così come debba essere dal punto di vista neuromuscolare allenata in maggior misura rispetto all’uomo; risulta fondamentale al raggiungimento della massima prestazione.
Allora si che quanto affermato inizialmente riguardo l’allenare la donna a livello dell’uomo (rispettandone le differenze di genere) assume un significato più chiaro, profondo e scientifico.



Dott. Davide Zecchi

Dottore
 in Scienze Motorie, preparatore atletico specializzato in: ciclismo, corsa e triathlon.
Preparatore del Bottecchia Factory Team Mtb. Istruttore FITRI e Preparatore Fisico di Pallacanestro.
Titolare del centro Zetatraining.

 

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