Quando capisci che è ora di cambiare qualcosa nella tua preparazione

Gli utilizzatori di SuperOp hanno accesso ad un gruppo facebook, “SuperOp Power Users”, un forum dedicato moderato da Matteo Torre, tecnico FITRI ed esperto nell’utilizzo del sistema per l’ottimizzazione dell’allenamento. Ecco un esempio estratto da una delle questioni poste e dalla relativa discussione, che pubblichiamo a beneficio di tutti perché molto diffuso e comune.

Quando capisci che è ora di cambiare qualcosa nella tua preparazione

Un utente ha condiviso sul gruppo il suo schema di allenamento invernale e le relative risposte di SuperOp, con il seguente dubbio: “il carico non mi sembra eccessivo ma non riesco a recuperare”.

L’analisi del caso compiuta da due tecnici, Matteo Torre ed Ercole Della Torre, fornisce ottimi suggerimenti. In sostanza e riassumendo, lo storico delle risposte di SuperOp, dominate dagli “Arancioni” e senza un solo “Verde”, conferma il fatto che il più delle volte questo atleta si trovi a lavorare in condizioni di scarsa brillantezza, senza riuscire ad esprimere la sua massima intensità e soprattutto senza dare mai modo al suo organismo di supercompensare, e dunque costruire quel miglioramento che è il vero obiettivo dell’allenamento!

Come illustra Ercole, “Non sono sbagliati i carichi… in fin dei conti, un arancione dopo un carico, è ottimale… sono insufficienti i recuperi”. E così, “questo impedisce all’atleta di trarre il massimo dal suo potenziale.
Ecco quindi i suggerimenti operativi di Matteo a questo atleta e a chiunque si trovi nella sua stessa situazione:

«Mi pare che tu stia continuando a fare le cose che faresti se non conoscessi la tua ricettività, continui a spremere senza mai recuperare. Tu non consideri eccessivo questo carico, ma il tuo corpo evidentemente non la pensa così!
Ti suggerirei di fare un passo successivo rispetto al “non riesco a recuperare”; in generale infatti il processo con cui guardi le risposte di SuperOp è utile se segui questi step:

1.Osservi come risponde il tuo organismo a certi allenamenti o sequenze di allenamenti
2. Cerchi le relazioni di causa-effetto, ovvero. “Cavoli! tutte le volte che faccio così succede questo”
3. Modifichi qualcosa, ovvero “provo a fare una cosa diversa e vedo se cambia qualcosa” »

Ercole Della Torre, promotore del gruppo “L’allenamento del ciclismo”, trasferisce con un suo commento al post le parole di Matteo in suggerimenti concreti e operativi:

«A mio modo di vedere, non sono sbagliati i carichi… in fin dei conti, un arancione dopo un carico, è ottimale… sono insufficienti i recuperi.
Viaggi su 5 allenamenti a settimana e tutti dal medio intenso in su, io vedrei bene sostituire uno di questi allenamenti con del recupero attivo.
Vedo anche poca alternanza dei carichi, ogni tanto ci sta bene anche la lunga passeggiata, del tipo 4-1 o un 2-2…
Poi, l’allenamento deve essere vario anche nella intensità dei carichi, non solo nella tipologia di lavoro, a parte un 2-4 (al quale segue un 5-5, a mio avviso esagerato per il periodo), vedo molti allenamenti simili tra loro…
Tornando al 5-5, o al 5-4 della settimana successiva, allenamenti di questa intensità, richiedono 2 giorni di recupero, se proprio non riesci a stare fermo, mi fai un 2-1… »


* Ringraziamo Matteo ed Ercole per aver condiviso con tutti la loro esperienza e competenza *

 

 

 

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