Massimo Giacopuzzi. Quando a vincere è uno di noi.

Nello sport la motivazione sta alla base di tutto, è il “trucco” che ti fa vincere o raggiungere un traguardo importante, sia che si tratti di atleti olimpici che di semplici amatori. Tuttavia la motivazione, molto spesso, deve essere guidata, per non cadere nell’eccesso di entusiasmo che molto spesso può portare a overtraining e abbattimento di prestazioni.

Il delicato ruolo della “guida” è da sempre di competenza dei coach che da oggi, possono avvalersi di uno strumento in grado di programmare l’allenamento quotidiano: SuperOp. La soluzione si basa su uno sfigmomanometro ultrasottile da polso e di una app su smartphone: al mattino, prima ancora di alzarsi dal letto, è sufficiente misurare la pressione e il battito cardiaco, che verranno trasmessi via Bluetooth all’app sul cellulare, così da determinare la condizione quotidiana dell’organismo dello sportivo suggerendo all’atleta (o al suo allenatore) il carico più appropriato per l’allenamento della giornata. L’algoritmo che sta alla base di SuperOp è il frutto di 20 anni di ricerca del professor Marco De Angelis e di numerosi anni di sperimentazione e test su atleti olimpici. Ed oggi, sempre più triatleti amatori utilizzano SuperOp, cercando di conciliare gli impegni personali con la disponibilità di tempo per la preparazione. Uno di questi è Massimo Giacopuzzi, assicuratore 35enne di Verona, una laurea in giurisprudenza nel cassetto, la passione per la chitarra e tanta voglia di far fatica, tanto da approdare al triathlon nel 2013: «La mia prima gara è stato il medio IronLake del Mugello preparato in autonomia, un po’ improvvisato, ma è stato amore a prima vista» commenta Massimo. Dopo quell’esordio il veneto fa numerose esperienze l’anno successivo in gare sprint e olimpici, finchè nell’ottobre 2014 partecipa all’Ironman di Barcellona: «Concludo in 9:08’ e capisco che quella è la mia distanza!». Il destino fa incrociare le strada di Massimo con quella di Stefano Rossi: «Per me un vero guru della triplice, e da allora cura a distanza la mia preparazione» commenta Massimo.
Da quell’incontro è iniziato un percorso evolutivo del “giovane” veronese che lo ha portato nel tempio del triathlon: «Ho iniziato ad allenarmi con metodo e a curare anche l’alimentazione grazie ai consigli del dottor Paolo Tadi, e ben presto i risultati sono arrivati – prosegue Massimo – tanto che al mio secondo Ironman a Zurigo lo scorso anno, centro la slot e a ottobre volo alle Hawaii dove varco la mitica finish line a Kona».
In questa breve ma sfolgorante storia di successo di un semplice amatore, SuperOp ricopre un ruolo importante: «con Stefano Rossi avevamo capito subito che questo strumento aveva un potenziale enorme: di giorno in giorno grazie alla funzione Trainer Vista riusciamo a capire esattamente il mio stato di forma e sulla base delle risposte di SuperOp calibriamo gli allenamenti in maniera ancora più mirata».
Quando, come nel caso di Massimo Giacopuzzi, il tempo a disposizione per l’allenamento è limitato, SuperOp diventa un alleato vincente perché la sua tecnologia permette proprio di far risparmiare tempo ed energie: «Accelero al 110% nei momenti giusti ma evito di spremermi inutilmente quando il mio fisico non è ricettivo – ci conferma Massimo – e così facendo riesco a presentarmi al via in gara al top delle mie possibilità».
E vederlo vincere la seconda edizione del DIGA X-TREME dello scorso quattro giugno è la riprova di come ognuno di noi può raggiungere traguardi impensabili, purché abbia forti motivazioni, qualità fisiche e gli strumenti per valorizzare le risorse che abbiamo a disposizione.
«Oggi SpurOp è il mio buongiorno del mattino divenuto ormai irrinunciabile» chiosa Massimo.

A cura della Redazione Triathlete.

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