Andrea Secchiero Campione Italiano di Aquathlon

 

Iniziamo con una domanda generica: come ti alleni?

A. La mia giornata tipo prevede la sveglia intorno alle 8 e alle 9,30 faccio un allenamento in bicicletta, mentre il pomeriggio dalle 15 alle 17 mi alleno sempre con la squadra di nuoto, lasciando la corsa come ultimo step, nel tardo pomeriggio/sera. Nei giorni più impegnativi elimino la bici e mi dedico solo a nuoto e corsa; diciamo che in una settimana prevedo 5/6 allenamenti di nuoto e 4/5 di corsa e bici, inserendo anche un paio di sedute in palestra.

Quali sono le 3 doti che ogni atleta richiede al proprio allenatore? 

A. Al primo posto c’è la capacità di comunicazione, che deve essere costante. La seconda caratteristica è la flessibilità durante gli allenamenti, un coach deve sempre essere “sul pezzo”, capire quando è il caso di invertire la rotta e cambiare le modalità di allenamento, proprio per la difficoltà della disciplina. Al terzo posto, che può essere riconducibile alla prima caratteristica, c’è il fatto che dovrebbe creare un legame forte, una rapporto di amicizia e fiducia con il proprio atleta, quella è la chiave di tutto.

Raccontaci un aneddoto importante riguardo al tuo allenamento. 

A. In realtà non ricordo un aneddoto particolare dei miei allenamenti ma un momento che mi è rimasto impresso e non dimenticherò mai è la vittoria del mio primo titolo assoluto al Triathlon Sprint nel 2011 a Rimini, quando ero appena entrato nelle Fiamme Oro. È stata la mia prima vittoria importante individuale e un grande motivo di orgoglio.

Cosa ne pensi di chi dice che ogni allenamento debba essere una gara?

A. Credo non debba essere una regola, non bisogna vivere lo sport e gli allenamenti con troppa pesantezza, a volte bisogna prenderli in modo più semplice e con tranquillità, senza spingere troppo.

Ci sono giorni in cui faresti di tutto, meno che l’allenamento. Come reagisci?

A. Bisogna trovare la motivazione dentro di sé, bisogna darsi la spinta per reagire. Capitano i giorni in cui magari si vorrebbe fare meno, ma questo lavoro è una scelta, quindi un atleta troverà sempre la forza per affrontare anche la giornata negativa.

La giornata tipo della vigilia della gara e il post competizione.

A. Di solito due giorni prima di una gara sto molto tranquillo, riposo e massaggi, mentre il giorno prima faccio due o tre allenamenti con allunghi e variazioni per arrivare alla competizione con una marcia in più, con sprint. Per recuperare invece il giorno successivo faccio due allenamenti abbastanza tranquilli.

Qual è il tuo approccio nei confronti della tecnologia?

A. Mi sono avvicinato da poco a SuperOp, prima come molti atleti mi limitavo a registrare alla mattina le mie pulsazioni per capire se avevo recuperato dall’ultimo allenamento, ma questo strumento si spinge oltre. È un grande aiuto nell’organizzazione dei lavori sulla base dello stato di salute: prima mi programmavo una settimana e la dovevo seguire, ora posso programmare in modo più consapevole e fare modifiche giorno per giorno in base al responso di SuperOp, che è una valore aggiunto per il recupero.

Cosa non faresti mai per vincere una gara? 

A. Non sarei mai disposto ad infrangere le regole, è una cosa che mi hanno insegnato fin da piccolo. Giocare pulito è importante, tanto negli allenamenti quanto nelle gare, perché l’antisportività non paga, se si deve emergere lo si deve fare per merito.

 

 

Tratto da © Copyright Triathlete, Editoriale Sport Italia | All rights reserved

SuperOp

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