Ivan Risti | Triathlon

“SuperOp, allenarci con intelligenza.”


Due parole con Ivan Risti a cura della redazione di Triathlete
Luglio 2016

Le medaglie si vincono in allenamento: la gara è solo il momento in cui si raccolgono. Un vecchio adagio che ha una base di verità, perché tutti sanno quanto sia fondamentale dosare i carichi di lavoro nella propria preparazione. È per questa ragione che nasce SuperOp la soluzione, composta da uno sfigmomanometro da polso e da una app per smartphone, che misura al mattino, in meno di un minuto, la pressione e la frequenza cardiaca. SuperOp elabora poi i dati per valutare il livello di stress metabolico, legato al recupero dagli allenamenti precedenti, e fornisce all’atleta una indicazione sul volume dell’allenamento della giornata più appropriato alla sua condizione odierna.

Oltre alla affidabilità SuperOp lo si apprezza per la semplicità d’uso, come ci conferma Ivan Risti, triatleta di lungo corso, che lo utilizza per analizzare il proprio stato di forma.

«Da quando ho iniziato col triathlon nel 2003 sono stato seguito da diversi coach, ma oggi seguo un programma di lavoro centrato sugli obiettivi: una gara full distance ogni 3 mesi circa». E da un Ironman di alto livello ci si aspetta una forte propensione verso la pianificazione degli allenamenti. «Con l’esperienza ho imparato quanto sia importante una programmazione basata su tre fattori: una visione completa del lavoro, la capacità di ascoltare i segnali del corpo e della mente, e uno “sguardo” esterno che sappia cogliere quello che da solo non riesci a capire». Naturalmente tutto questo si complica in uno sport che prevede tre discipline: «Non puoi pensare a ogni singola fase come se fosse a se stante. Uno degli errori più comuni è tendere a sottovalutare il carico di lavoro delle altre discipline». Oltre ad ascoltare il proprio corpo, ci si aspetta da un triatleta che utilizzi strumenti e tecnologia. «Inizialmente usavo poco gli strumenti, ma poi ho adottato un cardiofrequenzimetro per corsa e bici e persino un powermeter per la bici dal 2006, e in generale trovo interessante il tema della tecnologia applicata allo sport anche se ritengo che il massiccio volume di informazioni a disposizione spesso non ci aiuti nell’analisi. Per questo, soprattutto pensando ad un amatore, è importante semplificare al massimo e definire cosa veramente serve». Da qui a SuperOp il passo è stato breve. «Ho pensato subito che fosse uno strumento molto utile per avere un feedback in ogni momento della preparazione. Per comprendere meglio i segnali del fisico e avere un riscontro sui carichi di lavoro, sul recupero e sui periodi di scarico pre-gara. Mi è piaciuto da subito perché è semplice, chiaro e allo stesso tempo basato su dati oggettivi. Lo trovo uno strumento molto valido in particolare per coloro che hanno poca esperienza sportiva e magari hanno iniziato tardi, o provengono da sport diversi, e faticano a capire i segnali del corpo e il proprio carico di lavoro».

Ivan concorda sul fatto che SuperOp sia un modo molto affidabile per avere un riscontro sulla propria condizione durante la preparazione e si spinge anche in una valutazione che ci trova concordi: «Un modo semplice per monitorare quotidianamente il proprio stato fisico e avere più attenzione per se stessi: in famiglia può essere una buona abitudine anche per coinvolgere chi non fa sport». Perche no, diciamo noi.

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SuperOp Team

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